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Bisogna  prima  di  tutto  individuare  l'esatta causa degli
errori, che e' simile sia per i dischi IDE che per gli SCSI.
Di solito conviene iniziare la procedura smontando la scheda
acceleratrice,  per  assicurarsi che i difetti non dipendano
da  una  banale  incompatibilita', che abbiamo esaminato nei
mesi scorsi.

Nei  montaggi  interni  all'A1200  oppure  nei  minitower  e
full-tower mal areati l'hard disk si surriscalda facilmente,
funzionando  in  maniera  anomala  dopo qualche ora o minuto
dall'accensione.   In   queste   condizioni  possono  essere
segnalati  errori  di  lettura in qualsiasi punto del disco,
che eventualmente aumentano di frequenza e si accompagnano a
blocchi  di  sistema.  A  volte  dopo  uno di questi blocchi
l'Amiga non riparte piu' (si nota un tentativo di accesso al
disco  subito  abortito,  eventualmente  a  schermo nero), e
bisogna lasciarla raffreddare.

Per  isolare  il  problema  basta  estrarre provvisoriamente
l'hard   disk  dall'Amiga,  eventualmente  appoggiandolo  in
posizione  rovesciata. Se gli errori non spariscono, bisogna
indagare  sulle  altre  cause  piu'  probabili: alimentatore
sovraccarico,  cavo  piatto  troppo  lungo  o  con  contatti
incerti,    hard    disk    parzialmente   incompatibile   o
"affaticato".

I  problemi  di  alimentazione  sono  gia' stati discussi in
dettaglio  nei  mesi  scorsi.  Ricordiamo  solo  che possono
apparire  improvvisamente  a  causa  dell'invecchiamento dei
componenti  (in  particolare dei condensatori elettrolitici,
che  hanno una vita relativamente breve e soffrono molto per
il   calore   e   i   periodi  di  inattivita'  prolungata).
L'interruzione  intermittente  dei fili nel punto di massima
sollecitazione  meccanica  del  cavo (di solito sono i primi
cinque  centimetri  dietro  al connettore quadrato Amiga) e'
piu'  facile  da  scoprire:  basta  una  semplice  prova  di
trazione.

Per   escludere  l'alimentatore  dalla  lista  dei  sospetti
bisogna  misurare  le  tensioni  di  alimentazione  ad Amiga
acceso  (possibilmente con un oscilloscopio, per controllare
il  ripple)  oppure  utilizzare  un alimentatore sicuramente
efficiente.

A1200  e A600 hanno il connettore IDE direttamente collegato
al  bus  dati  della  motherboard,  quindi il cavo piatto di
collegamento  con  hard  disk  e  CD dev'essere corto. Se si
esagera   con   i   centimetri   aumenta  eccessivamente  il
"crosstalk"  (interferenza  elettrica sul bus tra conduttori
adiacenti)  e  la  capacita'  parassita. Questi due fenomeni
tendono  tra l'altro a livellare la differenza tra i livelli
logici  "vero"  e  "falso"  sui piedini della CPU e dei chip
custom,  che  quindi  sono  costretti  ad un superlavoro per
tentare di imporre i giusti valori di tensione. Cio' provoca
un'aumento  della  corrente consumata, e quindi una tendenza
al   surriscaldamento  del  chip  che  in  casi  estremi  si
manifesta  con  gli  stessi  sintomi  di un hard disk troppo
caldo.

Per    la    diagnosi   la   soluzione   migliore   consiste
nell'utilizzare un cavo piatto corto, oppure collegato ad un
"buffer"  (amplificatore  di segnale) come la scheda Winner.
Dovra'  essere lasciato collegato il solo hard disk di boot,
ponticellato come master.

Sempre per la discutibile scelta progettuale degli ingegneri
Commodore,  A1200  puo' risultare parzialmente incompatibile
con   alcuni  hard  disk  IDE  ed  EIDE  che  richiedono  un
pilotaggio  delle  linee  dati  energico. Normalmente questi
hard   disk   funzionano   regolarmente   su  A4000,  mentre
continuano a segnalare errori di accesso o causano il blocco
dell'A1200.

Anche  l'interfaccia  SCSI  e'  soggetta a problemi di cavi,
soprattutto quando il controller non e' uno SCSI2 nativo. Se
tutte  le  periferiche sono interne, normalmente il problema
sparisce collocando i terminatori in maniera appropriata: lo
standard ne prevede due, di cui uno e' gia' sul controller o
motherboard  (solo la motherboard degli A3000T ne e' priva),
mentre  l'altro  va  installato sull'ultima periferica della
catena SCSI.

Ultima   periferica   significa   proprio   quella   che  e'
fisicamente  in fondo al cavo, qualunque numero di ID abbia.
In  casi  particolari si possono usare anche tre terminatori
(il  terzo  si posiziona sperimentalmente). Le procedure per
isolare  i  problemi  di  cavi  SCSI esterni sono gia' state
affrontate nei mesi scorsi.

Infine, il difetto puo' essere interno all'hard disk, che e'
pur  sempre  un dispositivo elettromeccanico molto complesso
che  funziona  correttamente  solo in una ristretta gamma di
temperature.  Di  solito  per  i  modelli  piu'  recenti  le
specifiche  tecniche  possono  essere  consultate  sul  sito
Internet del costruttore.

Quando  vengono fatti funzionare a temperature superiori, ad
esempio  a  causa di una cattiva ventilazione, gli hard disk
non si guastano subito: semplicemente, la loro vita utile si
accorcia.  Spesso  in queste condizioni si sviluppano guasti
di   tipo   termico,   cioe'   ipersensibilita'   al  calore
localizzate  in  qualche  componente,  spesso  nel  circuito
amplificatore   delle  testine  che  e'  chiuso  nella  zona
sigillata.  E'  proprio questo il genere di hard disk facile
da   trovare   nelle   fiere   o   sul  mercato  dell'usato:
apparentemente funziona in modo impeccabile, ma dopo qualche
ora   di   funzionamento  emergono  impietosamente  tutti  i
difetti.

Questo tipo di guasto rende l'intero hard disk inaffidabile,
e  non  ha soluzioni definitive valide perche' nuovi settori
difettosi  continueranno  a  ripresentarsi eternamente, sino
alla consumazione dell'intero spazio disponibile.


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