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La  memoria  olografica  che  Tommaso cita nella sua lettera
rappresenta  un  promettente  campo  di ricerca per ottenere
memorie  di  massa  con  prestazioni di gran lunga superiori
alle  attuali  RAM  a  semiconduttore,  non  solo per quanto
riguarda  la capacita' ma anche per il tempo di accesso.  In
realta'  le  varianti  attualmente  oggetto  di  studio sono
parecchie,  ma  i  principi di funzionamento sono simili.  I
dati   vengono   memorizzati   all'interno   di   un  solido
tridimensionale   con  un  procedimento  olografico  (basato
sull'interferenza  tra  fasci  di  luce  laser),  quindi con
densita'  elevatissima.  Il processo di lettura non ricava i
bit  sequenzialmente  (come  nelle  attuali  tecnologie)  ma
estrae  un'intera matrice bidimensionale alla volta, con una
spaventosa moltiplicazione del transfer rate.
Si  tratta  pero'  di  tecnologie recentissime, per le quali
deve   ancora  essere  valutato  e  migliorato  il  rapporto
costi/prestazioni;   in   ogni  caso  non  potranno  trovare
applicazione  di  massa  prima  dell'affermazione  dei nuovi
standard  veloci  di  comunicazione con le periferiche (come
SSA  e  FC-AL).   Poiche'  la  tecnologia magnetica e quella
ottica  consentono  ancora ampi margini di miglioramento, e'
improbabile  che  i  principali  produttori  di hard disk si
dedichino   in  tempi  brevi  allo  sviluppo  di  tecnologie
alternative.


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