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Il   sistema   di   ventilazione   dell'Amiga  4000  non  e'
particolarmente  potente,  e  se  vengono  installate  molte
periferiche     e    un'acceleratrice    si    rischia    il
surriscaldamento  dell'interno del computer.  In particolare
le  memorie  SIMM  sono  particolarmente sensibili al calore
eccessivo,  che  causa  la  perdita del contenuto di qualche
cella.  La circuiteria su motherboard e schede acceleratrici
normalmente  non  e' in grado di rilevare questa condizione,
che  si  manifestera'  sotto  forma di misteriosi blocchi di
sistema ed eventualmente corruzione dei dati sull'hard disk.
Anche la CPU puo' surriscaldarsi, provocando prima errori di
calcolo   (soprattutto   nelle   istruzioni   eseguite   dal
coprocessore  matematico,  che ha registri a parecchi bit) e
poi il blocco del sistema eventualmente preceduto da qualche
minuto di vistosi rallentamenti.
Contrariamente all'opinione comune, le CPU 68030 e 68040 non
sono   affatto  dotate  di  dispositivi  protettivi  che  le
"spengono"   in   caso   di   blocco  per  surriscaldamento:
continuano ad assorbire corrente ed a scaldarsi.
Tuttavia   la  condizione  di  blocco  non  e'  di  per  se'
pericolosa,  anzi  poiche'  la CPU generalmente si blocca in
condizione  di  "halt" non tutti i circuiti restano attivi e
quindi  il  consumo e la produzione di calore sono inferiori
alla situazione appena prima del blocco:  questo regime puo'
proseguire  per un tempo indefinito.  Il problema e' che non
sempre  cio'  accade:   e se la CPU dopo il crash di sistema
non entra in halt e continua a ricevere corrente, pian piano
la  sua  temperatura  interna  si  alza  secondo  la  stessa
progressione  che  l'ha  gia'  portata  ad  oltre  70 gradi.
Raggiunti  i 120-150 gradi le piste di alluminio che formano
i  collegamenti  tra  i  transistor cominciano a formare una
lega  con  il  silicio  circostante e dopo qualche attimo un
cortocircuito  tra piste di alimentazione e massa provoca un
"cratere"  nel  silicio, con conseguente fusione dei sottili
fili d'oro che collegano il chip ai piedini esterni.
Di  solito  e'  facile  capire  che  una CPU e' bruciata per
questo motivo (o per un'inserzione nel verso errato):  se e'
del tipo plastico, avra' una piccola protuberanza o crepa su
una  faccia;  se  e'  del  tipo  ceramico scoperchiandola si
potra'  vedere  il danno con una lente d'ingrandimento.  Per
questo  motivo  non  e'  il  caso di "sovracloccare" una CPU
credendo di essere coperti dalla garanzia del costruttore.
Quasi sempre le lettere di chi cerca consigli sull'overclock
finiscono chiedendo qual'e' la frequenza massima "sicura" di
overclock  per  la  tale o tal'altra scheda.  Questa domanda
apparentemente  banale  rivela la cattiva comprensione di un
concetto  che ci sforziamo di ripetere su queste pagine ogni
volta  che viene trattato l'argomento:  ma evidentemente mai
abbastanza!
Non  esiste una frequenza di overclock "sicura":  la massima
frequenza  di  clock applicabile con sicurezza ad un chip e'
quella stampata sul suo contenitore, mentre per le schede e'
quella   stampata  sul  manuale  di  istruzioni.   Cambiando
l'oscillatore  quarzato  con  uno  di frequenza superiore (e
magari  prendendo qualche precauzione) l'Amiga probabilmente
funziona lo stesso, e anzi le prestazioni sono migliori.  Il
guaio  e'  che le anomalie di funzionamento si si verificano
SEMPRE, e il massimo che si puo' sperare e' che non arrivino
ad   essere   percettibili  pregiudicando  il  funzionamento
dell'Amiga.   Se  ci  si accontenta di avere un computer che
SEMBRA  funzionare  bene,  non  e'  il  caso di porsi troppi
problemi:    si   prova  ad  aumentare  sperimentalmente  la
frequenza  di  clock  sinche'  l'Amiga va, e quella sara' la
frequenza di overclock da usare.
Ogni  tanto  qualche  linea  di indirizzamento non usata dal
programma o dal proprio Amiga assumera' un valore sbagliato,
oppure  qualche  macchina  a  stati  si  blocchera' e verra'
resettata automaticamente da una condizione di time-out:  ma
sono  tutti  difetti  che  non  si  vedono, a differenza dei
propri  rendering  che andranno piu' veloci.  Non ci si deve
pero'  illudere  di  aver  scoperto  il  modo di riuscire ad
ottenere,  gratis,  un  aumento di prestazioni che decine di
ingegneri  progettisti  avevano  sotto il naso:  un computer
"sovracloccato"    e'    per    definizione    un   computer
malfunzionante,  che  potrebbe  sempre bloccarsi di tanto in
tanto,   od   essere  incompatibile  con  qualche  scheda  o
periferica.
L'overclock modifica profondamente il funzionamento di molti
circuiti  dell'Amiga,  che devono continuare a funzionare in
maniera accettabile perche' l'operazione abbia successo:  ha
effetti molto piu' profondi di quanto si possa immaginare in
un primo momento.
Il   piu'   comune   overclock   consiste   nel   sostituire
l'oscillatore  quarzato della scheda CPU o acceleratrice con
uno  a frequenza superiore.  In questo caso gli elementi che
modificano il proprio regime di funzionamento sono quattro:
1)  La  CPU aumenta il calore dissipato.  Il legame che lega
la  temperatura  di regime a cui si assestera' il processore
(dopo    qualche   ora)   alla   frequenza   di   clock   e'
approssimativamente  esponenziale:   cioe' ad un aumento del
10%  della  frequenza di lavoro corrisponde un incremento di
temperatura  percentualmente  assai  piu' alto.  Non e' vero
che  le  CPU  marchiate  con  frequenza di lavoro bassa sono
"avanzi"  di  produzione della versione a frequenza di clock
piu'  alta:  se un 68030 e' marchiato 40Mhz significa che il
produttore  l'ha progettato e controllato per quella precisa
frequenza.   Di  solito funziona anche a 50Mhz, ma niente e'
piu'  garantito:   i  segnali potrebbero cambiare di stato a
velocita'  diversa  da quella di un 68030 a 50Mhz "genuino",
la  capacita' di pilotaggio non sara' la stessa come pure il
calore prodotto e cosi' via.
2)  Il  circuito  stampato della scheda acceleratrice ha una
propria  frequenza  di  lavoro  massima,  oltre  la quale le
capacita'  parassite  che contiene frenano eccessivamente la
commutazione   di   stato   dei   segnali   e   inducono  il
surriscaldamento  dei  chip collegati ai bus (soprattutto se
sono  di  tipo  CMOS),  sia  sulla  motherboard di Amiga che
sull'acceleratrice.   Per  questo  motivo  non  e' detto che
basti  cambiare  quarzo e processore ad un'acceleratrice per
passare  da  25Mhz a 50Mhz con sicurezza:  bisogna per forza
controllare  i  dati del produttore.  Su A1200 i chip che si
surriscaldano  di  piu'  in  queste  cirostanze sono Gayle e
Alice.
3)  I chip di supporto della scheda acceratrice (soprattutto
il controllore della memoria, quando presente) vengono fatti
funzionare  fuori dalle specifiche:  anche in questo caso il
funzionamento  regolare  non  e' piu' garantito.  Un segnale
tipico  di  questo problema e' l'impossibilita' di riavviare
Amiga quando e' stato spento dopo molte ore dall'accensione;
e'  questo  il  problema  che  potrebbe sperimentare Antonio
Nardi  sostituendo CPU e quarzo della sua acceleratrice a 25
Mhz con altri a 50 Mhz.
4)   I  chip  della  motherboard  di  Amiga  sono  parimenti
sovrasollecitati:   in  particolare  quelli che raccordano i
bus  dati  e  indirizzi  dello slot CPU con la Chip RAM e il
controller  della  Fast  RAM, che potrebbero malfunzionare o
surriscaldarsi .  Un effetto poco noto dell'overclock e' che
cambia  il  ritardo  di  sincronizzazione per l'accesso alla
Chip  RAM,  che  puo'  crescere  o diminuire a seconda della
frequenza   scelta  per  il  nuovo  clock.   Cio'  e'  molto
importante  per  le  applicazioni  di  hard  disk recording,
editing video non lineare e giochi:  addirittura, aumentando
la  velocia' del clock quese applicazioni potrebbero persino
rallentare.
Un   overclock   meno  noto  ma  dagli  effetti  altrettanto
spettacolari si ottiene sostituendo il quarzo a circa 28 Mhz
che  alimenta  i chip custom.  Poiche' i chip set ECS ed AGA
cono  costruiti  con processi di lavorazione piu' veloci del
necessario, e' possibile spingersi abbastanza in alto con le
frequenze  prima  di  incontrare  i  primi  malfunzionamenti
macroscopici.    Tra   i  benefici  c'e'  un  aumento  delle
frequenze  video (con conseguente riduzione dello sfarfallio
e  a  volte  anche  delle  fascie scure laterali sui monitor
multisync),  della  velocita'  del blitter e di quella della
Chip  RAM.   Tra  le  controindicazioni  c'e'  la perdita di
sincronismo  video usando TV-monitor o monitor tradizionali,
distorsione dell'audio, malfunzionamento dei floppy drive.
In  ogni  caso  quando  l'oscillatore quarzato non e' in uno
zoccolo   ma   direttamente  saldato  sulla  scheda  bisogna
prestare  estrema  attenzione  con il saldatore:  almeno uno
dei  piedini  e'  connesso al layer di massa o alimentazione
posto  in  uno  strato interno del circuito stampato.  Sara'
molto  difficile sciogliere lo stagno che lo ancora al foro,
e  senza  gli  strumenti  adatti  si  rischia di rovinare le
piste:   e'  un  lavoro  per soli esperti.  Gli zoccoli piu'
adatti  da  usare  sono del tipo tornito per alta frequenza,
asportando i piedini in piu'.
Infine,  da  ricordare che i quarzi a quattro terminali (sia
quadrati   che   rettangolari)   hanno   un   preciso  verso
d'inserzione  contrassegnato  da  una  tacca  o  puntino  di
inchiostro  sul  lato  che  contiene  il pin 1; quelli a due
terminali  invece  si  possono inserire orientati a piacere.
Oscillatori  a  frequenze standard sono disponibili in molti
negozi  di  computer  e  di  elettronica; quelli a frequenze
intermedie normalmente possono essere trovati solo su schede
di  recupero.  Non tutti i quarzi sono uguali, percio' se le
prove  non  hanno  esito positivo si potrebbero ripetere con
altri  quarzi  di  marche  diverse.   Oggi  comunque  questi
componenti  sono  in  disuso,  e si preferisce utilizzare un
quarzo a due terminali e frequenza di pochi Mhz seguto da un
moltiplicatore  di  frequenza,  eventualmente  programmabile
tramite jumper.


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