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Saverio  Creanza chiede se e' possibile leggere con un A4000
munito di controller IDE Tandem il contenuto di un hard disk
formattato   da   una   macchina   MS-DOS,   per  trasferire
rapidamente grandi quantita' di dati tra i due computer.
Un procedimento per la condivisione dell'hard disk tra Amiga
e  PC e' gia' stato illustrato sul numero 58, ma nel caso di
semplice   intescambio  totale  del  disco  rigido  e'  piu'
semplice  utilizzare  le  procedure  fornite  a  corredo  di
CrossDOS  v.6,  venduto  dalla  canadese Consultron.  Questo
recente  aggiornamento  a  pagamento  del  filesystem MS-DOS
(incluso   a  partire  dalla  versione  2.1  del  Workbench)
permette   anche  la  lettura  e  scrittura  delle  cartucce
removibili  Syquest,  Bernoulli  o magneto-ottici in formato
MS-DOS.
I  dischi  rigidi  utilizzabili per lo scambio possono avere
qualsiasi tipo di interfaccia (tranne l'ormai superata ST506
e  ESDI,  riconoscibile  dalla caratteristica coppia di cavi
piatti  che  giungono  all'hard  disk).   Potrebbero sorgere
problemi solo con dischi EIDE di capacita' superiore a 512Mb
(CrossDOS  6  non sempre puo' leggere partizioni piu' grandi
di 512Mb o quelle poste alla fine del disco), e con gli hard
disk SCSI.
Infatti   nell'ambiente   IBM   non   esiste   uno  standard
equivalente  all'RDB di Amiga per descrivere le informazioni
di  partizionamento  dei  dischi  SCSI,  e  CrossDOS  non sa
riconoscere  tutte  le  possibili  convenzioni  adottate dai
produttori di controller MS-DOS.
Se  si  prevede  uno  scambio  di dati molto frequente e con
coinvolgimento  di  grandi quantita' di dati, commutare ogni
volta  un  hard disk tra l'Amiga e il PC potrebbe non essere
la  scelta  piu' efficente.  Infatti potrebbero manifestarsi
problemi  di  compatibilita'  tra  l'hard  disk  e  il  PC o
l'Amiga,  con corruzione dei dati o difficolta' di boot.  Se
non si fa uso degli appositi kit per il montaggio estraibile
(o esterno) l'eccessiva manipolazione della meccanica nuda e
dei cavi piatti e' fonte di guasti.
La soluzione piu' flessibile e produttiva e' il collegamento
in  rete  ethernet:   occorrono  due schede di rete, una per
Amiga  e  una  per il PC o Macintosh.  I vantaggi principali
sono  due:   i  dati sono condivisi istantaneamente man mano
che  vengono creati senza necessita' di spegnere il computer
per effettuare lo scambio del cavo, e si puo' accedere ad un
numero  di  hard  disk e periferiche a piacere, appartenenti
anche  a  piu'  di  due  computer.  Tra gli svantaggi figura
l'alto  costo  di una scheda di rete per Amiga (specialmente
se  PCMCIA)  e  la velocita' di trasfermento dati limitata a
circa 400-800Kb/sec.
Quando  non  e'  indispensabile  l'accesso immediato ai file
puo'  essere  particolarmente  conveniente  servirsi  di uno
streamer  a nastro SCSI2 (possibilmente in standard 4 mm o 8
mm).   Si tratta di una periferica relativamente costosa, ma
indispensabile  in qualsiasi attivita' professionale dove e'
opportuno  archiviare  velocemente i lavori finiti affinche'
non  ingombrino  i  dischi,  mentre il regolare backup degli
hard disk e' vitale.  Lo standard 8 mm, in passato riservato
alle  applicazioni  video  di  altissimo livello per via dei
costi,  da  pochi mesi e' stato reso piu' accessibile grazie
ad   un'unita'   portatile  esterna  prodotta  da  Hexabyte,
velocissima e con 14Gb di capacita'.
La  procedura  di  scambio  dati tramite nastri per streamer
SCSI  tra sistemi diversi ha il vantaggio di essere da tempo
completamente  standardizzata,  quindi e' piu' difficile che
dia  problemi  rispetto ad altre soluzioni e non e' limitata
al  solo  passaggio  tra MS-DOS e Amiga; inoltre il software
necessario  puo'  essere  reperito  interamente nel pubblico
dominio.   Questo  argomento  e'  gia'  stato affrontato sul
numero 56, a cui rimandiamo per i dettagli.
I  componenti  software  da  procurarsi per ciascun computer
sono  due.   Il  primo  e' il driver che consente al sistema
operativo  di  dialogare con lo streamer in modo compatibile
con  lo  standard  di interscambio:  BTNtape o DillonTape su
Amiga  (reperibili  su  Aminet),  i  driver  ASPI  o CAM per
MS-DOS, l'init fornito con lo streamer per il Macintosh.  Il
secondo  componente e' il programma tar o gnutar, ovviamente
nella  versione  completa  in grado di pilotare lo streamer.
E'  un programma spartano, che si utilizza da shell (o dalla
richiesta   comandi  MS-DOS)  e  consente  di  registrare  o
recuperare  dal nastro un intero ramo di directory.  Occorre
fornire  al programma due soli parametri, che specificano se
l'ordine  dei  byte da trattare e' normale o rovesciato e il
numero  di  byte  da trattare per ogni operazione sul nastro
(blocchi di grande dimensione velocizzano le operazioni).
Seguendo  questa  via,  si ottiene automaticamente anche una
copia  di  sicurezza  dei dati sul nastro, che dovra' sempre
essere  etichettato  col  valore  dei  parametri.  Se non si
conosce  la dimensione del blocco utilizzata per scrivere un
nastro,  si puo' procedere per tentativi finche' il processo
di restore smette di bloccarsi dopo i primi file.
Un'alternativa  piu' veloce consiste nell'usare un drive per
cartucce  magneto-ottiche  o  magnetiche, come lo ZIP Drive.
Il  costo  elevato  e la capacita' relativamente ridotta dei
dischi  li  rendono  meno  adatti  ai backup permanenti; gli
accorgimenti  da seguire sono simili a quelli per lo scambio
di  hard disk.  Per lo scambio dati tra Amiga e Macintosh le
soluzioni migliori sono gli emulatori Emplant o ShapeShifter
oppure   il   pacchetto   CrossMAC  (anch'esso  prodotto  da
Consultron).


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