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Tutto  cio'  e'  direttamente e completamente applicabile al
caso  del  campionamento di un suono.  Stavolta il rumore di
quantizzazione  lo  percepiamo  come  fruscio  o crepitio di
fondo;  il  numero  di bit per pixel e' un numero di bit per
campione  che codifica il livello istantaneo della pressione
acustica  o  valore  istantaneo  della tensione che esce dal
microfono   (CD32,   in   questo   caso);   la  dinamica  e'
l'intervallo  di  volume  che  separa  il  suono  piu' forte
riproducibile senza distorsione dal piu' debole.

8  bit  non  sono  sufficienti per coprire la dinamica di un
segnale  musicale  o parlato di alta qualita':  ecco perche'
se  si  aggiusta  il  volume  di registrazione per acquisire
senza  distorsione  i  suoni forti, il fruscio del dithering
sommerge  quelli  deboli.  Infatti i suoni deboli e i fading
sono  gli  analoghi  dei contorni delle immagini, cioe' sono
zone   in   cui   il  segnale  coinvolge  solo  i  bit  meno
significativi    (zone   scure)   oppure   subisce   brusche
variazioni.

Le  soluzioni sono le stesse che si adottano nel campo della
fotografia  digitale.  Per compensare la carenza di dinamica
si  deve  diminuire il contrasto, cioe' far passare il suono
in   un  compressore  di  dinamica.   Fortunatamente  e'  un
dispositivo  comunissimo:   si tratta fondamentalmente della
parte  di  codifica dei sistemi di registrazione DBX e Dolby
B.   Quindi, invece di campionare la musica direttamente dal
CD32  e'  sufficiente  registrarla  con  il  Dolby  B  o DBX
inserito.  Si campionera' poi dalla cassetta, riproducendola
con Dolby disinserito (il Dolby influenza anche l'equilibrio
tra  frequenze  acute  e gravi, quindi a seconda del tipo di
musica potrebbe essere utile correggere i toni).

Nel  caso  delle  immagini che abbiamo visto il dithering e'
effettuato  da un programma, da cui dipende gran parte della
qualita'  della  resa  finale.   L'analogo  sonoro di questo
programma  e'  il  campionatore audio stesso, e precisamente
una   sua  qualita'  detta  "linearita'  differenziale".   I
campionatori  a 8 bit normalmente hanno una linearita' assai
scarsa,  al  contrario  di  quelli  a 10 - 12 - 16 bit.  Per
questo  motivo  e' sempre conveniente campionare col maggior
numero  di  bit  possibile,  per  poi  buttar via in seguito
quelli  "di troppo":  si gode cosi' della maggior linearita'
del  convertitore  analogico/digitale,  che si traduce in un
fruscio di fondo inferiore.

Esistono anche campionatori a 8 bit con ottima linearita', e
si  riconoscono  appunto per il minor crepitio o fruscio che
sovrappongono  ai  segnali di basso livello.  Normalmente la
linearita'   peggiora   all'aumentare   della  frequenza  di
campionamento.

Il  dolby  surround si basa su una precisa relazione di fase
tra   i  due  segnali  stereo.   Non  tutti  i  software  di
campionamento  la  conservano,  ma  solo quelli che danno il
comando   di  conversione  simultaneamente  al  convertitore
destro  e  sinistro.   Purtroppo,  per raggiungere frequenze
piu'  elevate o per risparmiare sull'hardware, quasi tutti i
programmi   per   campionatori  ad  8  bit  introducono  uno
sfasamento  tra  i  campioni destro e sinistro che distrugge
l'effetto.

Va ricordato infine che i convertitori digitale/analogico di
Amiga  sono  a 14 bit ma con linearita' scadente, pari ad un
convertitore  ad  8 bit.  Per questo motivo i progettisti di
Agnus  hanno  collegato  direttamente ai canali DMA solo gli
otto bit meno significativi, lasciando gli altri accessibili
solo  alla  CPU e chiamandoli "controllo di volume".  Questa
definizione  e'  prevalentemente  nominale ma, essendo stata
ripresa  sia  dalla  documentazione  tecnica  che  dai  dati
dichiarati  dalla  Commodore,  per  anni  non e' stato fatto
alcun  tentativo  per utilizzare al pieno delle possibilita'
le uscite audio.

Ormai pero' tutto il software moderno usa tutti i 14 bit, ma
non  si  tratta  dell'opzione  "play hi-fi" che incuriosisce
Stefano:   di  solito nei programmi di gestione dei campioni
questa  voce  del  menu' forza la disabilitazione temporanea
del  multitasking  e  la  sospensione  del refresh video (lo
schermo  sparisce) durante la riproduzione dei campioni, per
aumentare   la   precisione   dell'intervallo   che   separa
l'emissione  di  campioni  consecutivi.  Questo accorgimento
riduce  il  cosiddetto "jitter", che durante la riproduzione
normale   potrebbe   essere  avvertibile  (soprattutto  alle
frequenze di campionamento superiori a 20Khz) sotto forma di
distorsioni   degli   acuti   e   distruzione  dell'immagine
stereofonica.

Non  bisogna  confondere  il rumore di quantizzazione con la
frequenza di campionamento; sono due cose del tutto diverse.
Nel  caso  delle  immagini  abbiamo  visto  che il rumore di
quantizzazione  si  manifesta come "granulosita'", mentre la
frequenza  di campionamento non e' altro che la risoluzione,
cioe'  il  numero  di  pixel  che compongono l'immagine.  E'
chiaro  che  entrambi  i  fattori  concorrono nel formare la
qualita' finale, ma per vie diverse.

Il  valore  della  frequenza  di campionamento stabilisce il
dettaglio  con  cui  verra'  ricostruito il segnale, che nel
caso   del   suono   si   traduce  nella  massima  frequenza
riproducibile.  I filtri audio dei campionatori e dell'Amiga
lavorano   a   frequenza   fissa,  quindi  la  frequenza  di
campionamento non si potrebbe scegliere arbitrariamente.  Il
tentativo  di  introdurre  nel campionatore frequenze troppo
alte  per  i  filtri  ha  un  effetto controproducente sulla
qualita'  del  suono:   durante  la  riproduzione  compaiono
rumorini metallici che seguono l'andamento dei suoni acuti.

Per  eliminarli,  in  fase  di campionamento bisogna fornire
all'Amiga  un  segnale  opportunamente privato di toni acuti
con  un  equalizzatore  (basta  qualche prova per trovare la
posizione adatta al proprio campionatore e software), mentre
in  riproduzione  non  si  deve scendere al di sotto di 8000
campioni  al  secondo  (se  si  tiene  il  filtro  di  Amiga
inserito) o di circa 20000 (a filtro disinserito).


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