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Stefano  Avanzo  ha un dubbio sul campionatore audio incluso
nell'Home  Music Kit Commodore:  registrando dall'uscita del
CD32  suoni  di basso volume, quando si riproduce il segnale
e'  presente  un  fruscio  indesiderato.  E' particolarmente
fastidioso  se  il  brano  musicale  termina  con  un fading
progressivo,   perche'   non   e'  possibile  farlo  sparire
aumentando   il   volume  di  registrazione,  altrimenti  il
campionamento  sarebbe distorto all'inizio del fading quando
il suono ha ancora volume normale.

Cio'  che  Stefano  ha descritto e' la manifestazione di una
delle  principali caratteristiche della tecnologia digitale:
la   quantizzazione.    Questo   procedimento   deve  essere
effettuato  ogni  volta  che  si converte qualcosa dal mondo
analogico  in cui viviamo al mondo digitale del calcolatore.
E'   molto  piu'  conosciuto  ed  evidente  nel  caso  delle
immagini, dove il risultato delle sperimentazioni e' per noi
piu' immediato e percepibile.

Prima  o poi a tutti capita di avere una bella immagine true
color  a  24  bit  320x200  pixel (che per i nostri scopi e'
assimilabile  alla  fotografia  originale,  analogica), e di
volerla usare come sfondo del Workbench.

Se abbiamo a disposizione un vecchio Amiga con chip-set ECS,
possiamo  usare  al massimo il modo PAL hi-res, nel quale il
colore  di ogni pixel e' codificabile con soli 4 bit, per un
totale di appena 16 colori.

E'  di  aiuto  la  tecnica  del  dithering,  cioe' usando un
programma  di  elaborazione  delle  immagini  come ImageFX o
AD-PRO  e' possibile far coincidere ogni pixel dell'immagine
originale  con una scacchiera di quattro pixel dell'immagine
da  visualizzare,  calcolati  in  modo  che visti da lontano
l'occhio  li  "impasti" per formare un colore intermedio non
direttamente    disponibile.    Il   risultato   finale   e'
un'immagine a 4 bit per pixel (cioe' "quantizzata su 4 bit")
piu'  aderente  all'originale,  in  cui  pero' l'occhio nota
della  "granulosita'"  o  "sporcizia", cioe' pixel di colore
spurio soprattutto attorno ai bordi degli oggetti.

Se avessimo a disposizione un A4000 col chip-set AGA sarebbe
possibile  applicare  il  dithering  ad  una  versione a 256
colori  dell'immagine,  ottenendo  un risultato molto vicino
all'originale:   l'immagine  "quantizzata  su 8 bit" e' meno
sporca di quella su 4 bit.

Inoltre,  e'  intuitivo  che  se partiamo da un'immagine con
poco  contrasto  (pensiamo  a  qualcosa  di  scuro,  come il
rendering  di una scena futuribile in stile "Blade Runner"),
avendo   meno  colori  otteniamo  un  risultato  molto  piu'
naturale   rispetto  a  quello  che  si  puo'  ottenere  con
un'immagine  solare e variopinta, cioe' con molto contrasto:
all'aumentare  del  numero  di  bit  con  cui  si  esegue la
quantizzazione aumenta la "dinamica" dell'immagine, cioe' la
differenza   tra   il  colore  piu'  chiaro  e  meno  chiaro
rappresentabile.

Tuttavia,  anche  in  questo  caso  un confronto diretto con
l'originale  mostrerebbe  che  la  nostra  immagine  AGA  ha
qualcosa  che non va, infatti resta la ben nota granulosita'
dei  colori  prodotta  dal  processo di dither.  E' presente
dappertutto,   ma  nel  corpo  dei  colori  solidi  tende  a
mimetizzarsi sotto le spoglie di una leggera texture, mentre
e'   piu'   evidente  attorno  ai  bordi  delle  zone  molto
contrastate.

Se  prendessimo  una sequenza di queste immagini e creassimo
un'animazione,  scopriremmo  che  questi  "pixel  sbagliati"
sembrano  danzare sull'immagine esattamente come la "nebbia"
(rumore)  che offusca le trasmissioni televisive di stazioni
deboli:   non  e'  una  combinazione,  ma  la manifestazione
tangibile  di  una  legge  fisica.  Cio' conferma che questa
sporcizia   e'   un   vero   e  proprio  rumore,  detto  "di
quantizzazione", che per quanto abbiamo visto e' chiaramente
dovuto  alla  necessita'  di  codificare su un numero di bit
limitato  il valore della lunghezza d'onda corrispondente al
colore  di  un  certo  raggio  di  luce,  grandezza che puo'
assumere infiniti valori.

Comunque  il  nosto  occhio  ha  dei  limiti  e non riesce a
distinguere oltre un certo numero di colori:  basta usare un
numero  di  bit  abbastanza alto (per esempio 32) perche' il
rumore   di   quantizzazione  apparentemente  sparisca.   In
realta'  bastano  anche  meno bit, perche' ben pochi monitor
hanno   fosfori  a  cosi'  alta  definizione  di  colore  da
riprodurre  veramente  gli oltre 16 milioni di colori di cui
e' capace AGA.


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