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Un  grosso  pericolo  per  i  dati  e il nostro Amiga sono i
disturbi   di   rete:    sovratensioni  momentanee  o  brevi
interruzioni.

Il  trasformatore  separatore  descritto sul numero 40 funge
anche  da  filtro,  ripulendo  la  tensione  di uscita dalla
maggior  parte  dei  disturbi  di  breve  durata:  chi lo ha
installato   e'   gia'   discretamente   protetto.    Questo
apparecchio  e' sempre presente negli studi televisivi o nei
grossi centri di calcolo, a monte delle altre protezioni.

I  filtri  antidisturbo  veri  e  propri  sono  di  due tipi
diversi.   Il  piu'  efficace  ha la forma di una scatoletta
metallica  a  quattro terminali, e si puo' acquistare a poco
prezzo   presso   i   rivenditori  di  materiale  elettrico.
Richiede  la  presenza di un buon impianto di messa a terra,
perche'  funziona  convogliando i disturbi in ingresso verso
la  terra,  lasciando transitare verso i terminali di uscita
solo la corrente ripulita.

I  filtri a due terminali, che si inseriscono tra i due fili
della  220V,  sono  solo  un  banale  scaricatore  a  gas  o
varistore  (dal costo di un migliaio di lire), eventualmente
in  parallelo  con  un  condensatore,  e offrono un limitato
grado  di  protezione  contro  fulminazioni  o sovratensioni
intense e momentanee.

Spesso  vengono venduti dentro "prese antifulmine" dal costo
esorbitante  e  ingiustificato:  non solo nessuna protezione
disponibile  in  commercio  e'  in  grado  di  proteggere il
computer  da un fulmine che cada direttamente sui cavi della
luce, ma l'efficacia di tale protezione e' per forza di cose
modesta,  spesso inferiore a quella ottenibile con un filtro
antidisturbo  che costa poche lire.  Infatti il filtro devia
il  fulmine  verso  la  messa  terra,  facendo  scattare  il
"salvavita" e arginando rapidamente i danni.

Lo  scaricatore di sovratensione a due terminali e' un utile
complemento del filtro ma non lo puo' sostituire, perche' se
la  tensione  non  viene  staccata  entro pochi millisecondi
dall'innesco esso si brucia lasciando il computer indifeso.

Una   soluzione   un  po'migliore  consiste  nell'usare  uno
stabilizzatore   di   tensione,   a   ferro   saturo  oppure
elettronico.   Lo  stabilizzatore  elimina  sia  i picchi di
sovratensione  che le microinterruzioni di corrente, perche'
contiene   dei   grossi   elementi   reattivi  in  grado  di
immagazzinare un po' di energia che puo' essere liberata per
ripianare la microinterruzione.

Quello  a  ferro  saturo  purtroppo  distorce leggermente la
sinusoide  di  rete, ma di solito cio' non da' problemi.  Il
costo   dello   stabilizzatore   elettronico   comincia   ad
avvicinarsi a quello di un vero gruppo di continuita', e per
questo  e'  usato  raramente:   contro  le  interruzioni  di
corrente  vere  e  proprie  solo un gruppo di continuita' e'
efficace.


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