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Dopo tanta fatica si puo' dare tensione all'Amiga e fare una
prova:   circa  meta'  di  coloro  che  hanno seguito questi
consigli potra' tirare un sospiro di sollievo:  l'inferno e'
alle  spalle,  tutto  e'  andato  a posto!  L'altra meta' si
accorgera' che e' appena entrata in purgatorio.

Dopo  aver  domato  la  crisi di nervi, la prima verifica da
fare   riguarda   l'alimentazione   dei   terminatori.   Nei
controller  Commodore  si  puo' sostituire il diodo in vetro
(accanto  ai  terminatori)  con  un  modello  scottky da 1A;
oppure (e questo funziona sempre) si spostano i jumper sulla
(sulle)  periferica in fondo al cavo in modo che essa stessa
fornisca   l'alimentazione   del  proprio  terminatore.   E'
difficile  che il problema sia proprio questo, ma tentar non
nuoce.   Altro  tentativo  disperato  (ma  a volte funziona)
consiste  nell'invertire l'ordine delle periferiche sui cavi
e nell'aggiungere terminatori in piu'.

Se   questi   tentativi   hanno   successo,   c'e'  poco  da
rallegrarsi.    In   particolare  la  necessita'  di  tripla
terminazione  e' la spia di un eccessivo rumore sul bus SCSI
e  di  qualche  periferica  (o  controller) che non riesce a
pilotare  le  linee con "forza" sufficiente:  il terminatore
extra  tira un po' su' le linee dando una spinta alla catena
traballante,  ma deteriora il margine di immunita' ai rumori
sul  livello  basso.   In queste condizioni, non si dovrebbe
tentare  di aggiungere un altro dispositivo senza aver prima
risolto il problema.

Molti  controller  SCSI  e  SCSI2  utilizzano i chip Western
Digital  della  serie  WD33C93,  che negli anni scorsi erano
molto  usati  anche  su  hard  disk,  streamer e periferiche
varie.  Tra i controller che usano qualche versione del chip
WD33C93  figurano A2090, A2091, A590, GVP series II; inoltre
l'interfaccia  SCSI  di  A3000,  A3000T  e di quasi tutte le
schede acceleratrici GVP.

Purtroppo,  come  tutti  i  chip SCSI ad alte prestazioni di
prima  generazione  (concepiti  negli  anni '80), il WD33C93
soffre   di   alcuni  problemi  caratteristici  che  possono
ostacolare  il  collegamento  di  piu'  di due periferiche o
causare   incompatibilita'   secca.    Oggi   esistono  chip
migliori,  e l'acquisto di un prodotto basato sul WD33C93 e'
sconsigliabile.

Ma  anche  chi  ormai  possiede uno di questi controller non
deve disperarsi:  dopo anni di prove e verifiche, sono ormai
note  tutte  le  particolarita' di questi chip, oltre che un
arsenale  di  rimedi  pratici  e teorici per fronteggiare le
situazioni di emergenza.

Prima di tutto e' il caso di sospettare un banale guasto del
WD33C93  o  del  DMAC, che puo' essere appurato solo con una
sostituzione.   Il  WD33C93 e' abbastanza fragile, e di rado
si  guasta  in  modo  netto:   piu'  spesso  comincia a dare
problemi saltuari o manifestare strane incompatibilita'.

Tuttavia  i  problemi  piu' duri a sparire sono dovuti a bug
del suo microcodice o debolezze dei suoi buffer.  Infatti di
questo  chip  esistono  parecchie  versioni, che (a parte la
forma) non sono equivalenti tra loro.

Il peggiore di tutti e' siglato semplicemente WD33C93 (senza
lettere finali):  un chip arcaico, che al piu' si puo' usare
su un A2090.

Quasi   allo   stesso   livello   stanno   quelli  marchiati
WD33C93A-PL  (al  posto  di  PL  per i chip SMD usati da GVP
possono  esserci altre lettere, ma c'e' sempre la A finale),
se  nella seconda riga identificativa e' riportato il numero
00-02 oppure 00-03 :  sono pieni di problemi.

Una  soluzione  di  compromesso sono la versione prodotta da
AMD, e i Western Digital originali WD33C93A-PL 00-04 e 00-04
PROTO.   Di solito funzionano, ma hanno ancora problemi.  La
versione  WD33C93B  (con  qualsiasi  sequenza  di  lettere e
numeri  successiva)  non  funziona  su  A3000  aggiornato al
Kickstart  3.1  ma  puo' andare su A590 e A2091 con ROM 6.6,
purche' sia installato il DMAC revisione -02.

L'unica vera soluzione per i controller Commodore e' il chip
di  Western  Digital  marchiato  WD33C93A-PL  00-08  (non ha
equivalenti).  E' molto migliore dei precedenti, ma non piu'
veloce,  e  risolve  anche  molte  situazioni  di pilotaggio
debole.   Purtroppo e' raro come un gioiello, e al dettaglio
costa (se si riesce a trovare) anche 100000 lire, circa 8-10
volte il prezzo all'ingrosso.

Un'altra   possibilita',  non  troppo  risolutiva,  consiste
nell'alimentare   il  piedino  di  clock  del  chip  con  un
oscillatore  quarzato  TTL  dedicato.   E'  il  pin  7 nella
versione  normale  (a 40 pin DIL) oppure l'8 per quella PLCC
(cioe'  SMD  quadrata); accetta qualsiasi frequenza compresa
tra  12 e 15Mhz.  Normalmente e' collegato al clock da 14Mhz
del  bus  di Amiga, che non e' la scelta piu' felice perche'
puo'  essere  inquinato  da  rumore.  Collegando un quarzo a
frequenza  piu'  alta, in casi particolari si potrebbe anche
aumentare  la  velocita' di trasferimento dei dati (violando
le specifiche).

Le  periferiche SCSI e quelle SCSI2 correttamente progettate
convivono   pacificamente,   e   questo  vale  anche  per  i
controller.


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