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La  prima  cosa da fare consiste nel controllare il corretto
posizionamento  del  terminatore  e dei cavi, partendo dalla
piattina interna.  Gia' a prima vista deve apparire integra,
non tesa, priva di rotture dell'isolante, piegature secche e
attorcigliamenti  eccessivi;  i connettori devono essere ben
perpendicolari  ai  fili  e ad almeno 10cm di distanza l'uno
dall'altro,  mentre  si  dovrebbe  evitare  di  appoggiare i
conduttori  al  metallo del cabinet (es:  il coperchio), che
ne  abbassa l'impedenza.  Purche' abbia questi requisiti, la
lunghezza del cavo piatto non ha importanza.

L'esperienza  dimostra  che  il  30%  dei problemi SCSI sono
causati  dal cavo piatto interno:  non si puo' trattare come
il flat AT-bus o quello del floppy, ed in particolare non si
deve  MAI  attaccare  al  contrario.   Se dovesse succedere,
l'alimentatore  di  Amiga  va in protezione e si spegne (per
sostituire  il  fusibile di A590, bisogna spezzare i quattro
coperchietti   coprivite   sul   fondo  dell'alimentatore  e
aprirlo).

Per  essere  sicuri  di  non  incontrare  problemi  anche in
futuro,    bisognera'    smontare   tutte   le   periferiche
controllando   il   loro   fusibile  (che  e'  saldato)  per
sostituirlo  se necessario.  A volte si brucia anche il filo
che  porta  la  linea  TermPower, quindi anche il cavo e' da
buttare.   In  caso  di  dubbi  nel  montaggio e' meglio non
rischiare e chiedere aiuto ad un esperto.

Anche  il cavo esterno, se presente, puo' dare problemi.  Ce
ne sono di diverse qualita', accomunate dal costo abbastanza
elevato  ma  con  struttura  interna diversa.  I tipi lunghi
fino  a  40cm  di  solito  non  danno problemi, mentre se si
sceglie  la taglia piu' comune (1.5m), si possono facilmente
manifestare i problemi 1 e 2.  Infatti quasi tutti i cavi di
questo   tipo   reperibili   sul   mercato   italiano  della
componentistica assemblata sono realizzati impropriamente.

Un vero cavo SCSI o SCSI2 non usa un normale conduttore a 50
o   25   poli  schermato  ma  un  cavo  con  disposizione  e
avvolgimento   dei   conduttori   interni   ottimizzati  per
controllare  impedenza e cross-talk.  E' di grosso diametro,
abbastanza  rigido  e  pesante.   In figura e' illustrata la
sezione   del   cavo   SCSI2   Hewlett-Packard   (dal  costo
allucinante),  in cui ogni cerchietto rappresenta una coppia
di  fili  ritorti  a passo opportuno.  La scelta dei segnali
portati  sulle  tre  zone  e'  frutto  di una simulazione al
calcolatore confermata da una prova al riflettometro.

In  pratica:   se  si  possiede  un  solo  box SCSI esterno,
qualsiasi  cavo  va bene.  Con due box, si devono usare cavi
uguali  di  qualita'  almeno  passabile.   Con  tre  o piu',
bisogna  abbandonare completamente l'idea di usare i cavi da
1.5  metri standard:  meglio impilare i box e collegarli tra
loro  con corti spezzoni, anche di cavo piatto su connettori
a crimpare.


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