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Franco  Di  Marino chiede se e' possibile affiancare un hard
disk   esterno   da  3.5  pollici  ad  uno  interno  da  2.5
preesistente.  L'operazione e' possibile, perche' i drive da
2.5 pollici hanno gli stessi jumper di quelli da 3.5 e anche
l'interfaccia  e'  identica.   E'  sufficiente  un  cavo con
connettori  opportuni, che porti al drive interno tutti i 44
fili  facendo proseguire solo i primi 40 verso il connettore
del  drive  esterno.   Teoricamente la lunghezza complessiva
del  cavo dovrebbe essere di pochi centimetri, ma in pratica
anche  mezzo  metro  non da' problemi.  L'unica perplessita'
riguarda  la convenienza economica dell'operazione:  i pochi
Mb  (85  nel  caso di Franco) conservati mantenendo il drive
interno  vengono  a  costare  estrememente  cari, sia per la
necessita'  di  acquistare o costruire un cavo piu' costoso,
che  per il mancato recupero del valore del drive usato, che
per  l'acquisto di un cabinet e alimentatore per il drive da
3.5'' necessariamente esterno.

Rimpiazzando  il  drive  da  2.5''  con  quello  da 3.5'', a
parita' di spesa si avrebbero a disposizione almeno 200Mb in
piu'.

Continuano  ad  arrivare lettere dove si lamenta che l'Amiga
si  blocca in continuazione, i programmi non trovano files o
funzionano  in  modo  strano  (ma solo se caricati dall'hard
disk),   oppure   che  certi  files  vengono  corrotti.   La
soluzione  e'  impostare  con HDtoolbox il valore 0xffff nel
campo  Maxtransfer  (opzioni avanzate).  Il comando Amigados
"format"  non  funziona  se  il  parametro Maxtransfer viene
modificato:   di  conseguenza,  prima si deve partizionare e
formattare   l'hard   disk,   e  poi  si  puo'  cambiare  il
Maxtransfer:   questa  procedura  poco  intuitiva  era stata
ufficialmente raccomandata da Commodore stessa.

Un  altro  errore classico consiste rinominare le librerie e
alcuni  altri  files  di sistema, convertendo i caratteri da
maiuscolo  a  minuscolo  (o  viceversa) per motivi estetici.
Questo  si  puo'  fare  con  sicurezza  solo  con  i comandi
AmigaDOS  e  i  programmi,  con gli altri oggetti eseguibili
potrebbero  verificarsi  malfunzionamenti  (librerie che non
vengono piu' trovate, crash ecc).

Marco Borsotti chiede come deve impostare il parametro Mask:
su  A1200  non  ha nessun significato, perche' il controller
AT-bus  non  usa  il  DMA.   Inoltre da quando ha installato
esternamente   l'hard   disk   3.5''   (Maxtor   7120AI)  e'
perseguitato  da  errori  di sistema, soprattutto durante il
boot.   La causa piu' probabile e' l'alimentatore di potenza
insufficiente,  ma  dagli  scarni  dati  forniti non si puo'
escludere  un contatto intermittente nella piattina (che non
deve essere troppo lunga) o la possibilita' che qualcuno dei
files  di  sistema che Marco ha copiato prima di cambiare il
parametro Maxtransfer sia corrotto.

Luigi  e  Giovanni  Petrella  hanno un problema simile.  Per
verificare  se  la  colpa  e'  dell'alimentatore, potrebbero
scollegare  fisicamente  (non basta disabilitare col jumper)
la  scheda  Blizzard  dal  loro  A1200;  se  tutto  funziona
correttamente  possono  reinserirla  e  sfilare  la piattina
dell'hard  disk.   La  prova  non  e'  risolutiva,  ma se in
entrambi  i casi il problema sparisce e' molto probabile che
l'alimentatore  debba  essere  sostituito.   In  ogni  caso,
sarebbe  opportuno spostare dentro la user-startup i comandi
che   hanno  arbitrariamente  aggiunto  in  coda  alla  loro
startup-sequence.   Vale una regola molto semplice:  meno si
manipola la startup-sequence, meno problemi si incontrano.

Lucio  Morassutti  si  e'  imbattutto  in  un altro problema
tipico:    alcuni   giochi   che   da  dischetto  funzionano
correttamente  senza  precauzioni,  se caricati da hard disk
richiedono  che  nel bootmenu' venga disabilitata la cache e
selezionato il chip-set Enhanced.  E' un effetto del comando
Iprefs  lanciato dalla startup-sequence sull'hard disk:  non
si limita a caricare e attivare le preferenze di sistema, ma
"risveglia"  il  chip set AGA che al boot e' lasciato in uno
stato  compatibile  con  il vecchio chip-set; chiaramente se
tramite il bootmenu' si imposta una emulazione ECS hardware,
Iprefs non da' fastidio.

Anche  il  comando  Setpatch ha una funzione simile, ma meno
importante.   A  volte  per  recuperare compatibilita' con i
giochi  basta  settare  il  Workbench  in PAL hires 4 colori
senza  overscan  oppure (se c'e' poca memoria) diminuire con
HDtoolbox i buffer delle partizioni.  Non e' l'hard disk che
causa  incompatibilita', ma il diverso ambiente di lavoro da
cui  si  carica  il  gioco programmato malamente:  cambiando
hard  disk  il problema resta, ma non verrebbe assolutamente
aggravato  dall'aggiunta  di  una  scheda  di  espansione di
memoria (anzi, potrebbe attenuarsi).


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