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Claudio  Casetto  si lamenta perche' il suo A1200 con scheda
M-Tec 68030 portata a 33Mhz all'avvio ha bisogno di ripetuti
reset  per  partire:  le prime volte si blocca subito con un
errore  di sistema, ma insistendo alla fine l'A1200 si avvia
e funziona regolarmente.  Claudio Casetto chiede se potrebbe
essere   colpa  del  "sovracloccaggio"  e  se  e'  possibile
disabilitare la scheda collegando due fili e un interruttore
al jumper interno.

Non  ci  sono  problemi  per  disabilitare  la scheda con un
interruttore  da  collegare  ai  pin del jumper.  Incertezze
all'accensione   sono  tipiche  di  un  overclocking  troppo
spinto,  quando i chip di contorno al processore non reggono
la  nuova frequenza.  Ci sono due meccanismi principali, che
si   manifestano  in  situazioni  opposte.   Molti  circuiti
servono  solo  all'accensione  o  al  reset:  se sono troppo
sollecitati  alla  prima accensione tutto parte regolarmente
(perché  sono  ancora  freddi), ma riaccendendo o resettando
l'Amiga non funziona piu' nulla:  il chip e' surriscaldato e
non e' piu' in grado di svolgere la sua funzione.

Tuttavia  i  transistor  un  po'caldi  sono leggermente piu'
veloci.    Puo'  succedere  che  un  circuito  che  funziona
marginalmente non abbia velocita' sufficiente appena acceso,
ma  scaldandosi recuperi quel che basta a partire:  potrebbe
essere questo il caso di Claudio Casetto.

I  circuito  incriminato non e' necessariamente sulla M-Tec,
potrebbe  anche  essere nell'alimentatore (l'assorbimento di
corrente dei circuiti dipende dalla temperatura) o nell'hard
disk.   L'ultimo  caso  si manifesta con una certa frequenza
negli  A1200  accelerati:   l'aumento di velocita' altera il
ciclo di attesa dell'hard disk durante il boot, il Kickstart
3.0 si confonde e provoca un errore di sistema.  Altre volte
puo' succedere che l'hard disk cambi con l'eta' il suo tempo
di avvio, con identico risultato:  se il problema e' questo,
basta  cambiare  l'hard  disk  con uno realmente compatibile
Amiga o ridurre il clock dell'acceleratrice.

Una cosa da tenere sempre presente quando si fa overclocking
e'  che  si perde la garanzia Motorola sulla correttezza dei
risultati   dei  calcoli  del  microprocessore.   Questo  e'
particolarmente  vero  per i coprocessori:  e' difficile che
si  blocchino del tutto, piu' spesso sbagliano qualche cifra
meno significativa del risultato.

Purtroppo  anche questa lettera, come quelle di troppi altri
lettori,  e'  priva di una descrizione completa del computer
perché  chi  l'ha  scritta  ha scelto un approccio sbagliato
alla  soluzione  del suo problema.  E' certamente utile fare
qualche  ipotesi  sulle  cause  del  malfunzionamento  e sui
possibili   metodi  per  risolverlo,  pero'  bisogna  sempre
ricordarsi  che  lo  scopo  finale e' quello di risolvere il
problema:  ci potrebbe essere piu' di una causa da rimuovere
o  di  un  rimedio  da  applicare.   Il  componente presunto
colpevole  potrebbe  essere  provatamente  innocente,  o  il
guasto  si puo' rendere innocuo.  Se ci si fissa su una sola
strada  si rischia di spendere tempo e fatica affrontando un
problema inesistente o aggirabile.

Quindi  non spedite lettere in cui descrivete minuziosamente
il  solo  componente  che credete colpevole (tralasciando il
resto  perche'  "non  importa")  oppure chiedete come creare
l'"anello     mancante"    dalla    vostra    personale    e
dettagliatissima soluzione di un problema lasciato nel vago.
Se  non  ho  a  disposizione tutti i dati, non posso neanche
rispondere a chi si limita a chiedere una conferma delle sue
ipotesi.

Stefano  Bin  e' perplesso per il comportamento del suo hard
disk Quantum AT-bus.  Funzionava tranquillamente, finché non
e'  stata aggiunta all'A1200 una Viper 68030.  Ha iniziato a
dare  errori  di  lettura  e  scrittura,  ma  solo usando il
comando   copy   della  Shell:   con  Directory  Opus  tutto
funzionava   come  prima!   Comunque,  con  la  sostituzione
dell'hard  disk  il  difetto  e'  sparito  (con riduzione di
prestazioni).

Probabilmente la colpa e' del vecchio hard disk Quantum, che
non  e'  in  grado  di  trasferire  in  un colpo solo grandi
quantita' di dati:  la cura al problema e' stata spiegata in
dettaglio  sul  numero  46 di Amiga Magazine e gia' ripetuta
sui  numeri  53 e  54 .   Consiste  nello scrivere il numero
0xffff  nella casella Maxtransfer di tutte le partizioni, ma
solo  DOPO  aver  eseguito la formattazione:  per un difetto
del  Kickstart 3.0, il comando format funziona correttamente
solo  se  il  parametro Maxtransfer e' stato lasciato al suo
valore originale.

A  volte il difetto si manifesta sotto forma di dati copiati
male,  quindi  errori  di  sistema  molto  frequenti  (se  a
corrompersi  e'  il codice eseguibile).  Senza acceleratrice
non  si manifestava perche' la scsi.device di A1200 aggiusta
i  suoi  parametri  in  funzione  della  potenza  di calcolo
disponibile:    cosi'   il   multitasking  e'  migliore,  ma
cambiando  le  temporizzazioni cambia anche il comportamento
dell'hard  disk,  e  difetti  latenti  si  manifestano.   Il
problema  non  si  verificava  neanche  con  Directory  Opus
perche'  la  sua funzione di copia usa un buffer di appoggio
in  memoria  di  piccole  dimensioni,  riempito da frequenti
accessi  all'hard  disk:   il  caso ha voluto che fossero di
dimensioni  inferiori  alla  soglia  che  causa perdita dati
sull'A1200 di Stefano Bin.

Sperimentalmente  si  nota  che  Directory  Opus e SID usano
buffer   cosi'   piccoli   che  quasi  mai  scatta  il  "bug
maxtransfer",  pero'  e'  un  metodo  molto  inefficiente di
copiare files.  Il comando copy della shell 3.0 o successiva
cerca  di  allocare  piu' memoria che puo' e di trasferire i
dati in pochi blocchi di grandi dimensioni, per aumentare la
velocita'  dell'operazione  (mediamente  e'  2-3  volte piu'
veloce  di SID).  La dimensione della memoria di appoggio si
puo' modificare a piacere specificando sulla riga di comando
il  parametro  BUF.   Non  e'  il  comando  copy  ad  essere
difettoso,  ma anzi la sua colpa e' quella di essere l'unico
a sfruttare a fondo l'hardware.


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