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Poche   cose   sono   distruttive   per   un  computer  come
un'immersione    nell'acqua    fangosa    di   un'alluvione:
fortunatamente  anche  nei  casi piu' disperati e' possibile
recuperare  gran  parte  dell'Amiga.   In linea di massima i
metodi  esposti  vanno bene anche se bisogna rimediare ad un
rovesciamento  di bevande su tastiera o unita' centrale, che
puo'  capitare  facilmente  a  chi  utilizza  la  postazione
dell'Amiga  come  luogo  deputato anche alla nutrizione e al
sonno.

Innanzi  tutto  bisogna  evitare  di dare tensione all'Amiga
sperando  nel  miracolo:   se  e' finita sotto il fango, una
semplice  ripulita  esterna  non  basta,  perche'  i residui
entrati  nell'alimentatore  potrebbero  causare  correnti di
dispersione  dannose  che alla lunga innescano la corrosione
delle  piste e dei contatti:  questo e' particolarmente vero
per i residui secchi di caffe', CocaCola e deiezioni animali
(es:  gatti).

Invece  bisogna smontare Amiga e periferiche fino all'ultima
vite, pulendo le carrozzerie anche all'interno.

I  cavi  piatti  che collegano floppy e hard disk si possono
buttare via perche' sono diventati inaffidabili ed e' facile
procurarsene  dei  nuovi.   Le  schede vanno esaminate bene:
non tutte sono costruite con gli stessi materiali.

Quelle   in  cartone  bachelizzato  (solitamente  di  colore
marrone)  usate  in molti televisori e nei monitor (Philips)
si  deformano a contatto con l'acqua spezzando le piste:  in
questi casi il recupero e' piu' difficile.  Se non sono gia'
troppo  rovinate  conviene limitarsi a lavare con l'acqua il
lato  delle  piste, asportando dal lato componenti il grosso
dello sporco.  Per accelerare l'asciugatura si puo' usare un
getto di aria rigorosamente fredda.

Le  schede  in  "vetronite"  usate  nel  computer sopportano
benissimo  l'acqua,  che potrebbe dare qualche problema solo
per  i  componenti  elettronici  della  motherboard  e delle
schede  piu'  vecchie:  oggi, in fase di produzione, dopo la
saldatura  i  residui  di  fondente  vengono asportati dalle
schede proprio da un lavaggio in acqua e solvente!

Dopo  avere  sfilato  tutti  gli integrati dai loro zoccoli,
possono  essere  messe brevemente sotto l'acqua corrente per
ammorbidire   il  fango  o  la  macchia,  da  raschiare  via
delicatamente   con   uno   spazzolino   a   setole  morbide
concentrandosi  su  contatti  e jumper, evitando di smuovere
troppo i condensatori elettrolitici (i componenti a forma di
cilindretti  verticali).   Alla  fine  le  schede si possono
risciaquare per qualche minuto, asciugandole con un panno di
cotone  o  carta  (non usare sintetici, che generano cariche
statiche).   Dopo la pulizia tutte le schede vanno esaminate
attentamente   per   individuare   le   piste   corrose   da
ripristinare.

Eventuali   tracce  di  ruggine  sui  piedini  dei  circuiti
integrati     non     sono    preoccupanti:     diminuiscono
l'affidabilita'  dell'integrato,  ma  poiche'  il chip viene
ricoperto da uno strato di vetro prima di essere incapsulato
dentro il contenitore di plastica (il procedimento si chiama
"passivazione"),  la  ruggine  non  lo raggiunge e contamina
tanto facilmente.  Se durante la pulitura un condensatore si
spezza,  non  c'e'  da  disperarsi perche' di solito l'Amiga
funziona lo stesso.

A questo punto si possono spruzzare i contatti e gli zoccoli
con   spray   disossidante   di   tipo  secco  (che  evapora
completamente  e  non lascia residui), reperibile nei negozi
di    materiale    elettronico,    inserendo   e   togliendo
ripetutamente  il connettore o l'integrato dallo zoccolo per
potenziare l'azione del liquido.

I  chip  vanno  lavati e asciugati a parte, spruzzando poi i
piedini  con  lo  spray e levando l'ossido con carta vetrata
extrafine  numero  P400  o P500.  Sui pettini delle schede e
delle   SIMM   si   passa   una  gomma  da  matita,  poi  il
disossidante.

L'alimentatore  va  pulito  allo stesso modo; la sua ventola
(una  comune  ventola  per  PC  da  12V e 80mm di lato) deve
essere   sostituita   e  tutti  i  connettori  spruzzati  di
disossidante.   L'alimentatore  di  A2000  parte  solo se la
ventola e' collegata e funzionante.

A   questo   punto  si  puo'  rimontare  l'Amiga  (lasciando
sconnessi  floppy, hard disk, mouse e tastiera) e provare ad
accendere:    dopo  un  po'  deve  apparire  l'immagine  del
dischetto.   Se  cosi' non accade, o l'alimentatore e' rotto
(la  ventola  non  gira,  il led Power non si accende) o uno
degli zoccoli non e' stato ben disossidato.

I  floppy  disk alluvionati sono difficilmente recuperabili:
se  una  pulizia  sommaria  non da' esito positivo, conviene
risparmiare  la  fatica e comperarlo nuovo.  Indicazioni per
la sostituzione sono stati pubblicati sul numero 60 di Amiga
Magazine.   Gli hard disk hanno una possibilita' di recupero
superiore,  perche'  motore  e  testine  sono  in  una  zona
sigillata (ma non a tenuta stagna); basta separare la scheda
elettronica dalla meccanica e pulirla come le altre.

Infine  si  puliscono  tastiera  e  mouse:  il loro recupero
dipende   soprattutto   dal  modello  e  dall'entita'  della
corrosione  dei  contatti,  ma  di solito sono robusti e non
richiedono cure particolari.

Purtroppo  confermo  ai  lettori  che l'hanno chiesto che il
contenuto  dei dischetti alluvionati non si puo' recuperare,
perche'   l'acqua   e   la   lenta   asciugatura   provocano
l'alterazione  dell'ossido magnetico:  quelli che erano dati
ora  sono  ruggine e niente puo' resuscitarli.  Si puo' solo
sperare  che  una  volta  estratto  dal  guscio  e lavato il
dischetto si riveli essere del tipo con strato di protezione
impermeabile in mylar.


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