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Angelo  Michele  chiede  se  e' possibile collegare un modem
portatile  ad  un telefono cellulare, facendo notare i molti
vantaggi  di  questo  abbinamento.  Ipotizza inoltre che dal
connettore presente su quasi tutti i "telefonini" si possano
ricavare i segnali necessari al funzionamento del modem.

Il  problema della connessione di modem e fax ad un telefono
cellulare  ha  soluzioni  collaudatissime,  perche'  e'  una
necessita' nata praticamente assieme al Servizio Radiomobile
e  da  anni  e'  soddisfatta da installatori e produttori di
accessori,  soprattutto  in  alcuni paesi esteri.  La stessa
SIP, nei negozi piu' qualificati, sta cominciando a proporre
kit   e  prodotti  per  la  trasmissione  dati  su  servizio
radiomobile.   Naturalmente la maggior parte delle soluzioni
sono   orientate   verso   le   esigenze  dei  notebook  IBM
compatibili,  ma  alcune  sono  perfettamente  adattabili ad
Amiga.

Questo  pero'  non  significa  che basta un cavetto, perche'
all'interno  del  telefono  cellulare non si trova nulla che
sia  mimimamente somigliante ai segnali della comune presa a
muro SIP.

La   maggioranza   dei   telefoni   cellulari  ha  solo  tre
connessioni  verso l'esterno, su connettori separati o, piu'
spesso,   su   un   connettore   combinato  con  piedinatura
proprietaria  non  standardizzata:   la prima interfaccia fa
capo  al  circuito  a  radiofrequenza  e serve per l'antenna
esterna, mentre la seconda serve per l'alimentazione.

La  terza  (usata  di  solito  dal vivavoce) e' collegata ai
circuiti  a  bassa  frequenza:   in  pratica coincide con la
presa  che in un telefono normale accoglie il cavo spiralato
che   va   al  microtelefono  (la  "cornetta").   Quindi  e'
inutilizzabile  per  il  collegamento  ad un pocket modem, a
meno  che non si modifichi quest'ultimo in modo da prelevare
le  linee  di  trasmissione  e  ricezione  a monte della sua
forchetta (cosa quasi mai possibile), e anche in questo caso
il  numero  di  telefono  andrebbe  composto  a  mano  sulla
tastiera del cellulare.

Per  risolvere  il  problema dell'interfacciamento con fax e
modem  portatili  i  costruttori  hanno dovuto seguire altre
strade.

Per i telefoni piu' recenti e sofisticati (es:  SONY GSM) e'
disponibile  una  schedina  PCMCIA da inserire nel computer,
contenente un intero modem/fax modificato e tutti i circuiti
di  interfaccia;  sul  suo  retro esce un cavo da inserire o
agganciare  nella  presa  del telefonino prevista per questo
scopo.   Questa  soluzione non e' utilizzabile con Amiga, in
quanto non esistono al momento driver software per gestire i
modem  PCMCIA  (la situazione potrebbe cambiare nel prossimo
futuro),   pero'   e'   indubbiamente  la  piu'  compatta  e
meccanicamente stabile.

La  via  classica, piu' versatile, consiste nel collegare al
telefonino  un circuito che sintetizzi i segnali presenti in
una  normale  presa  a  muro  SIP;  bisogna  pero'  prestare
attenzione  ad  eventuali  limiti di alcuni di questi kit di
intefaccia,  tipicamente  la impossibilita' di usare il modo
autodial  o autoanswer del modem o la necessita' di servirsi
di  un  particolare  modem  e  programma  di  comunicazione,
ovviamente per MS-DOS.

Per  il  funzionamento  del  kit  e'  necessario  accedere a
parecchi  circuiti  del  telefonino,  che quindi deve essere
predisposto  per accoglierlo.  Poiche' non esistono standard
che  specifichino  i  segnali sulle prese dei telefoni, ogni
modello  e'  diverso  dagli  altri  e  richiede  il  suo kit
dedicato  (che  a  volte  si riduce a poco piu' di un cavo).
Normalmente  non  solo  e'  costoso  ma  e' anche abbastanza
ingombrante,  e  alcuni  produttori  di accessori propongono
valigette in cui resta precablato assieme al computer.

Questa  e'  la soluzione attualmente utilizzabile con Amiga.
Il  punto  dolente  e'  dato  dal  fatto  che  i  telefonini
"normali"  seguono  lo standard E-TACS, che e' un'invenzione
della  SIP  ed esiste solo in Italia.  Solo da pochi mesi si
e'  manifestata  una  richiesta  sufficiente  a convincere i
produttori  a costruire modelli predisposti ad accogliere il
kit  di  interfaccia  (a  sua  volta  spesso piu' mitico che
realmente disponibile).

I  modelli  che SIP consiglia per il servizio Family, citati
da  Angelo Michele, sono molto economici e progettati per un
uso   basico,   quindi   hanno  ben  poche  possibilita'  di
espansione;  invece  tra  le  ultime  offerte SIP figurano i
modelli  NEC P7 e Ericsson EH237, che (con un canone di poco
superiore)  sono  predisposti  per  l'interfaccia fax/modem.
Non  ci  e' ancora stato possibile averli a disposizione per
una  prova di funzionamento con Amiga, quindi conviene (come
al solito) provarli "sul campo".

La pratica con un modem Telebit in standard proprietario PEP
(tra i piu' resistenti ai disturbi di linea) ha mostrato che
il  collegamento a banche dati tramite un telefono cellulare
non da' grossi problemi se si e' in una posizione fissa e si
riceve  bene il segnale del ripetitore, tenendo presente che
per  fare  sessioni  lunghe  bisogna  che  le  batterie  del
telefono cellulare siano ben cariche.

I  problemi  nascono se il segnale e' debole (in questo caso
l'antenna potenziata e' pressocche' obbligatoria) o, peggio,
se  si  verifica un "hand-over", cioe' la commutazione della
comunicazione da una cella ad un'altra.  Durante l'hand-over
la  linea  cade  per qualche attimo e viene ripristinata con
un'altra   di  caratteristiche  spesso  molto  diverse,  con
conseguente  interruzione  della  comunicazione tra i modem.
Lo  standard  MNP10  supportato  dai  modem  piu'  recenti e
costosi  e'  stato  ideato  proprio  per  ovviare  a  questa
caratteristica  del  servizio  radiomobile.   Esistono anche
prodotti  concepiti  proprio  per  funzionare  con  telefoni
cellulari,  come  lo  ZyCellular  Zyxel  o  il  Worldport US
Robotics.   Per la verita' in certe ore e luoghi l'hand-over
non  funziona comunque, neanche per le comunicazioni a voce,
a causa della congestione del servizio.

La predisposizione per l'interfaccia PCMCIA o "tradizionale"
e'  invece  quasi  sempre  presente sui nuovi telefonini che
seguono  lo standard europeo digitale GSM ampiamente diffuso
fuori  dall'Italia;  questi telefoni dovrebbero anche essere
immuni   dal   problema  dell'hand-over.   Il  servizio  GSM
italiano  e'  ancora  in  fase sperimentale in attesa che si
risolva il problema del secondo gestore.


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