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Scambiare  dati  tra  Amiga  e workstation basate su Unix e'
particolarmente  facile.   Le  caratteristiche complementari
rendono   fruttuoso   l'abbinamento  in  molte  applicazioni
professionali.   Per  esempio,  per  registrare  le immagini
prodotte da CAD o Raytracer su workstation e' piu' economico
acquistare  un  intero  Amiga  con  genlock  che  una scheda
encoder PAL per la workstation.

Il grande successo di alcune applicazioni GNU (e non solo!),
che   funzionano  indifferentemente  su  Amiga  e  su  Unix,
consente  di  utilizzare  un  Amiga per effettuare parte del
lavoro:   cosi'  la costosa workstation si puo' dedicare per
fare  quello  che le riesce meglio.  Ad esempio il raytracer
"rayshade"   nella   versione   Amiga  si  compone  solo  di
modellatore  e  rendering  engine, mentre nella versione per
Silicon  Graphics  comprende anche un visualizzatore che usa
la  scheda  grafica  intelligente  di  queste  macchine  per
effettuare  il  rendering  istantaneo  della  scena  in modo
scanline,  cosi'  da  avere  un'idea abbastanza accurata del
risultato finale:  non c'e' piu' bisogno di lasciare Amiga a
macinare  calcoli  per  ore  solo  per  scoprire che abbiamo
posizionato male una luce.

La soluzione migliore e' naturalmente la connessione diretta
su  rete ethernet:  usando il protocollo TCP/IP e' possibile
servirsi  delle  principali  applicazioni  di  rete:  stampa
remota,  condivisione di files su un server, "ftp", "telnet"
e  posta  elettronica;  per Amiga sono anche disponibili due
versioni  di "X11", "gofer" e quanto occorre per partecipare
ai principali giochi multiutente.

Mentre   sulla   workstation   dovrebbe  essere  gia'  tutto
predisposto,  Amiga  va equipaggiato con una scheda ethernet
(ne  esistono  di  adatte  a  tutti  i  modelli)  e software
adeguato  (sono  presenti  offerte di ASDG, Oxxi e Commodore
oltre    che    nel   pubblico   dominio).    Commodore   ha
standardizzato  l'interfaccia  di  rete  di  AmigaOS solo di
recente dopo una gestazione molto tormentata:  le specifiche
definitive si chiamano SANA2.

Di  conseguenza  esistono  ancora  applicazioni (anche della
Commodore  stessa)  che  gestiscono  direttamente  la scheda
ethernet quindi non possono essere usate assieme ad altre ed
esigono uno specifico modello di scheda.

Le  stesse  funzionalita',  ma  con  velocita'  cento  volte
inferiore, potrebbero essere ottenute usando un normale cavo
seriale;   pero'   non  esistono  pacchetti  gia'  pronti  e
collaudati  come  nel  caso ethernet.  Sempre usando il cavo
seriale  si  ci  puo' limitare a stabilire un "login" remoto
con  un  normale  programma  di comunicazione e trasferire i
dati   in  Zmodem  usando  i  comandi  "sz"  ed  "rz"  sulla
workstation.

Se   non  e'  possibile  un  collegamento  diretto,  bisogna
servirsi  di  dischetti o nastri.  Con uno streamer SCSI, il
problema  e' risolto in un attimo:  il programma di pubblico
dominio  BTNtape  consente  di  creare  e  leggere nastri in
formato "tar", che e' sicuramente compatibile con AIX, SunOS
e  IRIX  4.05.  La gestione del simbolo di fine archivio non
e'  ben  standardizzata,  quindi  se  si  mette  piu'  di un
archivio  per nastro puo' rendersi necessario dare piu'volte
il   comando   di  avanzamento  al  successivo  archivio  o,
viceversa,  tar  puo'  segnalare  erroneamente  la  fine del
nastro.    Su   Silicon   Graphics   bisogna  ricordarsi  di
specificare  il  flag  NS sulla linea di comando, ad esempio
per scrivere un nastro si batte sulla Silicon:

 tar cvf /dev/nrtapens {elenco files}

Anche usando i dischetti ci sono parecchie possibilita'.  Si
possono  scrivere  in formato MSDOS con il floppy disk della
workstation,   usando  i  comandi  di  sistema  (AIX)  o  il
pacchetto  Unix  "mtools".   Cosi' facendo il nome originale
dei   files   viene  troncato  nello  standard  MSDOS.   Nel
trasferimento  da  Unix  ad  Amiga  si  puo'  evitare questo
inconveniente  se  e'  disponibile un Macintosh collegato in
rete  con  la  workstation:   basta scrivere i dischetti con
Access-PC,   che   registra  in  un  file  nascosto  i  nomi
originali.   Il programma Amiga "APCnames" consente di usare
questo  file  nascosto  per ricreare i nomi completi:  tra i
sistemi  per  scambiare dati tra Amiga e Macintosh questo e'
uno dei migliori.

Se  sulla  Workstation sono disponibili solo i comandi base,
non  resta  che  usare  "dd"  per scrivere o leggere sul suo
floppy drive un file in formato tar; basta usare la versione
Amiga  di  "dd"  per  completare  con successo lo scambio di
dati.   L'inconveniente  di  questo  metodo  e' che basta un
singolo  errore  su uno qualsiasi dei floppy su cui e' stato
frazionato l'archivio per rendere tutti i dati illeggibili.


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