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Fabio  Sassi  chiede  come e' possibile collegare un magneto
ottico  al  suo  A1200,  e l'ordine di grandezza della spesa
complessiva.

Negli  ultimi  due  anni i dischi magneto ottici hanno fatto
passi  da  gigante, tanto che ormai i tradizionali sistemi a
cartucce   magnetiche   (Sysquest,  Bernoulli  ecc.)  stanno
uscendo  dal  mercato  nonostante gli sforzi dei produttori.
Non  solo  i  magneto  ottici sono piu' silenziosi, ma ormai
sono anche piu' veloci e spesso piu' economici e di maggiore
capienza.   Mentre  limiti  pratici impediscono di ridurre i
costi  dei  supporti magnetici, per i magneto ottici ci sono
ancora  ampi  spazi  di  manovra.   Purtroppo  sono entrambi
fragili:    se   una  cartuccia  cade  per  terra,  potrebbe
sviluppare settori difettosi.

Quasi  tutti  i  drive  magneto  ottici  hanno  velocita' di
scrittura  che  e' la meta' di quella di lettura.  Consumano
(e  quindi  scaldano)  piu'  di  un  hard  disk,  percio' e'
sconsigliabile  inserirli  in un A4000:  la versione esterna
da'  meno problemi.  Per Amiga bisogna comperare le cartucce
da 512 byte/settore; i dischi WORM non sono utilizzabili.

Per il controller un drive magneto ottico e' indistinguibile
da  un  tradizionale sistema magnetico, quindi valgono tutte
le  indicazioni gia' fornite nei precedenti numeri di questa
rubrica.   Servendosi  di  CrossDos  e'  possibile leggere e
scrivere   cartucce  formattate  con  MS-DOS,  mentre  A-MAX
consente l'accesso a quelle in formato Macintosh.

Tutti  i  drive  magneto  ottici hanno un'interfaccia SCSI2.
Poiche' la velocita' di trasferimento e' relativamente bassa
(dai 500 ai 1100 kilobyte al secondo) si puo' usare anche un
controller  SCSI,  ma in questo caso bisogna assicurarsi che
supporti  i  dischi removibili, altrimenti ad ogni cambio di
cartuccia bisognera' dare il comando "diskchange".

Con  l'eccezione di qualche modello obsoleto i drive seguono
le  specifiche  SCSI2  abbastanza  fedelmente,  percio'  non
occorrono  particolari accorgimenti per collegarli ad Amiga:
se  funzionano  quando  sono  collegati  a Macintosh o a IBM
compatibili  con  controller SCSI standard, funzionano anche
su  Amiga.  Per essere ancora piu' sicuri bisogna accertarsi
di  poter ottenere le versioni piu' aggiornate delle ROM del
magneto  ottico  e  del  controller  in  caso  di  problemi.
Attenzione  che  la  presa  DB25  di alcuni controller PC ha
piedinatura  diversa  da  quella  Amiga.   I  GVP  ed  A3000
gestiscono  bene  i magneto ottici pur essendo solo SCSI; le
caratteristiche  del  controller  per A1200 "Cross 1219" non
sono ancora note.

Oggi  il formato standard di gran lunga piu' usato e' quello
da 128 megabyte, che e' giunto gia' alla seconda generazione
(i  piu' comuni drive di seconda generazione sono gli ultimi
Fujitsu  ed  Epson).   Sono ancora in circolazione "fondi di
magazzino"  lenti,  poco  compatibili  o  con cartucce fuori
standard   (anche  se  sembrano  quasi  identiche  a  quelle
normali):    piu'   che  il  marchio  o  il  prezzo  bisogna
verificare  le  prestazioni.  I prezzi partono dal milione e
mezzo mentre le cartucce costano anche meno di 100.000 lire.

Capacita' superiori richiedono cartucce da 5.25 pollici:  il
formato a 650 megabyte e' stato recentemente standardizzato,
ma  esistono  anche  drive  da  1 gigabyte o il recentissimo
Hitachi  (modello  OD152) da 2 gigabyte a cartuccia.  Questi
drive  costano  parecchi  milioni, ma la recente comparsa di
modelli   molto  veloci,  come  il  modello  "Sierra"  della
Pinnacle  Micro  (1.2 gigabyte, SCSI2-fast con 4 megabyte di
cache interna e 19ms di tempo di accesso) ha fatto abbassare
i prezzi degli altri.

Il costo di queste meccaniche e' paragonabile a quello di un
hard  disk SCSI2 da 3 gigabyte (che oltretutto e' facilmente
reperibile):    se  si  ritiene  che  questa  capacita'  sia
sufficiente   alle  proprie  esigenze,  e'  controproducente
acquistare un piu' lento e problematico magneto ottico.


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