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Durante  gli ultimi mesi la situazione dei monitor adatti ad
A1200  ed  A4000  e'  migliorata, ma occorre sempre prestare
attenzione   al   momento   dell'acquisto.   In  particolare
l'adattatore  da  connettore  VGA  a connettore Amiga 23 pin
(fornito  con  i monitor Commodore) e' difficile da reperire
singolarmente;  lo  schema e' stato pubblicato sul numero 46
di questa rivista .

Chi  non  ha esigenze particolari o non vuole spendere molto
puo'  solo  scegliere  tra  un monitor PAL come per i vecchi
Amiga  (Philips  8833-II, TV con presa SCART...) e i monitor
bisync  o  multisync  Commodore  (1940,  1942, 1960).  Se si
vuole  usare  un  monitor  monocromatico  con  ingresso  RCA
occorre   il   cavo  descritto  sul  numero  46  perche'  il
connettore  non e' piu' presente sui nuovi Amiga (su A1200 e
CD32 infatti esce un segnale PAL a colori).

Resta  possibile  l'utilizzo di monitor a colori ad ingresso
videocomposito  o  TV  tramite  la  presa  di antenna, ma si
tratta di una soluzione non ottimale.

Anche  CD32  puo'  essere dotato di uscita RGB, prelevando i
segnali  disponibili  su  piste  interne  (cosi'  facendo si
invalida  la garanzia) o dal pettine posteriore (precludendo
la possibilita' di usare il modulo MPEG).

Se si utilizza un genlock o una scheda nello slot video (non
Zorro)  che  fornisce i sincronismi, e' possibile utilizzare
esclusivamente  il  modo video PAL nelle sue varianti; anche
l'eventuale   deinterallacciatrice   di   solito   cessa  di
funzionare  o,  viceversa,  disturba  il genlock.  In queste
condizioni  un  monitor multisync e' inutile, a meno che non
si provveda ad installare un interruttore per interrompere i
conduttori  HSYNC, VSYNC e /XCLKEN del genlock quando non e'
in  uso.   Con  certi  genlock,  bisogna sempre applicare un
segnale video all'ingresso altrimenti Amiga non parte.

I monitor 1940 e 1942 possono essere collegati ad una scheda
VGA  di  cui visualizzano le risoluzioni standard anche a 16
milioni    di   colori,   mentre   l'800x600   puo'   essere
sincronizzata  solo  se  la  S-VGA  si puo' programmare (con
jumper  o via software) per generare questa risoluzione alla
stessa  frequenza  dei modi standard (di solito l'opzione e'
chiamata   "Fixed   Frequency  Monitor  Support").   Con  un
opportuno  cavo  si  possono utilizzare anche con la maggior
parte dei Macintosh.

Purtroppo  sono  privi  dell'utile  ingresso videocomposito,
quindi  bisogna  acquistare  uno "splitter RGB" esterno.  Si
trovano  comunemente  in  commercio,  di solito classificati
come  accessori per telecamere, sia con ingressi separati di
luminanza e crominanza (presa minidin S-VHS) sia per segnali
compositi   standard  (presa  RCA).   Tempo  fa  uno  schema
completo  era  stato  pubblicato  su  una  nota  rivista  di
elettronica.

Per visualizzare correttamente il modo Super72 basta seguire
le  indicazioni sul numero 49 di Amiga Magazine o procurarsi
un'icona del monitor Super72 gia' modificata.

Il signor Fabio Capraro chiede se e' possibile modificare il
monitor  1084 in modo da sincronizzare il modo DBLPAL, visto
che  il suo generatore di sincronismi e' l'integrato TDA2595
le   cui   costanti  di  tempo  sono  facilmente  alterabili
cambiando pochi componenti esterni.

In  accordo  ai  dati  dichiarati  dal produttore il TDA2595
potrebbe  essere  portato  a  lavorare a tale frequenza (con
prestazioni  ridotte), pero' il trasformatore finale di riga
usato nei TV e monitor PAL e' del tipo accordato a 15,6 Khz:
i  valori  di  induttanza  dei suoi avvolgimenti, il tipo di
ferrite  usato  per il nucleo e soprattutto le capacita' tra
le  spire  (che svolgono un ruolo essenziale nel generare la
tensione  di  27000 volt) sono tutti dimensionati per i 15,6
Khz.

Praticamente, se si modifica il circuito del TDA2595 in modo
da  consentirgli  di  sincronizzare  i  31  Khz, la corrente
commutata  dal  transistor finale di riga "tenta di passare"
anche   con   il   transistor   spento,   facendolo  saltare
all'istante (possibilmente assieme al trasformatore stesso).

Alimentatore  e circuiti di potenza che pilotano il giogo di
deflessione non sono in grado di erogare abbastanza corrente
per muovere il pennello a velocita' doppia del normale da un
lato all'altro dello schermo.  Se per ipotesi si sostituisse
il trasformatore finale di riga e i componenti collegati con
altri  idonei  al  DBLPAL,  si potrebbe ammirare un'immagine
stabile,  ma  di  3-4  centimetri  di  larghezza  e distorta
(andrebbe  cambiato  anche  il  valore di alcune costanti di
tempo   dei  circuiti  di  deflessione).   Il  giogo  stesso
brucerebbe  in  pochi minuti se fatto percorrere da correnti
dell'entita' necessaria.

E'  proprio  il  ridotto campo di aggancio del generatore di
sincronismi  del monitor che previene i disastri se si tenta
di  impostare  frequenze  incompatibili,  quindi  non e' una
buona  idea  ampliarlo  arbitrariamente.  Normalmente e' ben
dimensionato  e  si possono usare senza pericolo i programmi
che  modificano  le  frequenze di sincronismo perche' quelle
"proibite" non verranno sincronizzate.

Alcuni  TV  e  monitor  molto  vecchi  usano  un circuito di
deflessione   piu'   semplice  e  possono  realmente  venire
distrutti   da   frequenze  di  sincronismo  sbagliate:   il
fenomeno   non   e'  istantaneo  ma  preceduto  da  sinistri
crepitii, fischi, contrazione o dilatazione dell'immagine.

Il   rischio   piu'   grave   si   corre  se,  con  immagine
apparentemente  stabile  anche  se  stretta, si e' alzata la
tensione  di alimentazione del cinescopio:  possono scoccare
scariche  nel  tubo  catodico  e  aumenta pericolosamente la
produzione  di  raggi  X.   Nei  monitor  recenti  cio' puo'
avvenire  solo  se  si  starano  i  trimmer  di  regolazione
interni.


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