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Spesso  si  sente  dire, per giustificare errori sporadici e
imprevisti,  che  la  colpa  e'  di un "raggio cosmico".  La
superficie  terrestre  e' costantemente bombardata da queste
radiazioni,  che  vengono rilevate in gran quantita' persino
nel  laboratorio  appositamente  realizzato  sotto  il Monte
Bianco.   Nelle  celle delle RAM i valori binari zero ed uno
sono   rappresentati   dall'assenza   o   presenza   di  una
relativamente  piccola quantita' di elettroni, sempre minore
man  mano  che  i  produttori realizzano chip con piu' celle
nella  stessa  area:   la  radiazione  ionizzante secondo la
tradizione  degli  "hacker"  e' sufficiente per spostare gli
elettroni  di  una  cella  e  cambiare  uno  zero  in  uno o
viceversa!

Per  sapere  come stanno effettivamente le cose la soluzione
migliore  e'  chiederlo  a chi i chip li progetta e produce.
Ci  siamo  percio'  rivolti  a Bruno Murari, direttore della
ricerca   e   sviluppo  DPG  della  SGS-Thomson  (una  delle
principali   industrie  del  settore  a  livello  mondiale).
Secondo   le   sue  parole,  il  problema  delle  radiazioni
ionizzanti esiste ed e' stato documentato per la prima volta
pochi  anni  fa  da  Intel gia' relativamente alle "vecchie"
memorie da un megabit.

Fortunatamente  solo le particelle alfa, che in aria possono
percorrere pochi centimetri, posseggono energia sufficiente.
Purtroppo  la  plastica  del "package" delle RAM, come quasi
tutto   cio'   che   ci  circonda,  puo'  contenere  isotopi
radioattivi  in  grado  di  emettere  sia  pure  di rado una
particella alfa, per non parlare dei fenomeni di decadimento
innescati appunto da radiazioni.  Anche per questo motivo il
chip delle memorie prodotte da SGS-Thomson viene protetto da
uno   schermo   di   materiale  opportuno  prima  di  essere
incapsulato  in  materiale  plastico,  per cui le radiazioni
ambientali o dovute al package non possono interferire.

Almeno  per quanto riguarda le memorie prodotte negli ultimi
anni  dai produttori leader di mercato il problema dei raggi
cosmici  (se mai e' esistito) e' quindi del tutto eliminato.
Piu'  probabilmente  i  problemi sporadici dipendono da vari
difetti  hardware,  da  sbalzi di tensione, da applicativi o
sistema  operativo  che sovrascrivono erroneamente locazioni
di memoria.

Infatti  la  frequenza  di questi eventi e' enormemente piu'
elevata  in  quei  laptop  che consentono l'"ibernazione" in
alternativa   allo  spegnimento  del  sistema,  perche'  con
l'aumentare  del  numero  di  ore  passate  senza un riavvio
diventa  sempre  piu'  probabile  che  venga  riacceduta una
locazione  sporcata:   e  nei sistemi operativi che usano la
MMU  per  proteggere la memoria non c'e' dubbio che la colpa
dei  crash  totali  sono proprio i bug del sistema operativo
stesso.

La  prossima  volta  che  qualcuno,  di  fronte al messaggio
"PARITY  ERROR" apparso tra le finestre del suo compatibile,
oppure  di  fronte alla "bomba" malauguratamente spuntata al
risveglio del suo laptop "user friendly" vi cita imbarazzato
i raggi cosmici, sapete cosa rispondere!


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