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E allora come mai il modo superhires a 1280 per 256 pixel si
puo'  visualizzare  anche  con  il  monitor  standard?  Cio'
dipende dal fatto che i monitor multisync sono per comodita'
classificati  solo sulla base del modo video IBM che sono in
grado  di  supportare,  ma in realta' sono caratterizzati da
molti  piu'  parametri.   Precisamente,  le  caratteristiche
principali che definiscono un monitor sono :  la dimensione,
la  gamma  di frequenze "verticali" o "di quadro" e la gamma
di  frequenze  "orizzontali"  o "di riga" che e' in grado di
sincronizzare; il tipo di ingresso (analogico, digitale...);
la  banda  passante;  e per i monitor a colori anche il "dot
pitch",  cioe'  la distanza tra due puntini elementari dello
stesso colore.

Per  quanto  riguarda  le  frequenze di riga e di quadro, la
tabella 1 mostra le frequenze piu' usate.  Osservate come le
frequenze  VGA  siano  leggermente  diverse  dalle frequenze
standard  Amiga  deinterallacciate:  cio' causa problemi con
monitor  non  abbastanza  "elastici".  Le frequenze dei modi
VGA  superiori  a 640 per 480 pixel non sono standardizzate.
Sia  gli  Amiga  dotati di ECS che alcune schede VGA possono
alterare  a  piacere via software le frequenze orizzontali e
verticali,  risolvendo cosi' ogni problema di compatibilita'
e  garantendo il massimo sfruttamento del monitor multisync.

Per  lo  schermo  del  Workbench il sistema operativo 2.04 e
successivi  mettono a disposizione i file di definizione del
monitor e i comandi "bindmonitor" e "addmonitor"; altrimenti
la  ICD  vende  un  apposito  software funzionante anche con
kickstart 1.3.

Quando  si  parla  di  monitor 800 per 600 o 1024 per 768 in
realta'   si   sta'  specificando  la  coppia  di  frequenze
associata  a  quel modo video della VGA.  Il modo Superhires
utilizza  le frequenze dello standard PAL o NTSC, percio' e'
correttamente  sincronizzato  da  tutti  i  monitor  che  le
supportano;  il  modo  1024 per 768 o 1280 per 1024 generato
dalle  schede  VGA  usa delle frequenze molto piu' alte, per
non stancare la vista.

Attualmente  i monitor multisync sono di due tipi:  il primo
tipo, da piu' tempo sul mercato, sincronizza le frequenze di
linea comprese tra 15Khz e 32Khz, corrispondenti al 1024 per
768 interallacciato, e puo' visualizzare tutti i modi ECS di
Amiga  anche  senza  deinterallacciatore;  il  secondo  tipo
comprende la maggior parte dei monitor attuali e sincronizza
le   frequenze   di   linea  comprese  tra  30Khz  e  35Khz,
corrispondenti  al  1024  per 768 non interallacciato o 1280
per 1024 della scheda super VGA.

Non  e'  affatto scontato che un monitor 1024 per 768 riesca
davvero   a  mostrare  tutti  quei  pixel!   La  definizione
effettiva  dipende  dalla  banda passante, che in genere nei
monitor  attuali  non  e'  mai un fattore limitante, dal dot
pitch  e dalla dimensione dello schermo.  Se il dot pitch e'
di  0.28  millimetri e la larghezza utile dello schermo sono
24  centimetri,  una semplice divisione mostra che i puntini
elementari  su  una  fila  sono  857,  percio'  (anche se in
effetti  le  cose  sono  piu' complicate) sicuramente non e'
possibile distinguere 1024 pixel:  occorre un dot pitch piu'
piccolo o una grandezza dello schermo maggiore.

Nell'uso  con  Amiga  puo'  infine  essere  utile  anche  un
ingresso  videocomposito,  prezioso  per  lavori  di desktop
video,  digitalizzazioni, per collegare un sintonizzatore TV
e  per  usare  le  schede come la DCTV.  In genere i monitor
multisync non ne dispongono (anche se ci sono modelli che ne
sono  dotati, sono molto difficili da reperire), ma esistono
degli  splitter  RGB  separati di costo non troppo alto , in
genere abbinati a dei sintonizzatori TV.

Come  ultima  regola  bisogna  tener presente che il monitor
Amiga  standard  utilizza  la stessa tecnologia e gli stessi
componenti  impiegati  in ambito televisivo, dunque prodotti
in grande quantita' a basso prezzo e collaudati da anni.  Un
monitor  Multisync  o  VGA  invece  usa  componenti speciali
disponibili  da poco e non ancora perfezionati al livello di
quelli televisivi.

Difetti   come   ombre   colorate,   linee   piegate,   poca
luminosita',  forte  sfarfallio in modo interallacciato sono
tuttora  evidenti  nei  monitor  multiscan piu' economici, e
spesso  variano  da  esemplare  ad  esemplare.   Prendere un
monitor ancora imballato, confidando che sia uguale a quello
in esposizione, puo' essere un grave errore.


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